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IV Sezione – La forza dei simboli
Per la natura ambigua, quale fonte di vita ma anche causa di morte, per la sua estensione oltre il visibile e la sua infinita ricchezza
e varietà di viventi, per la sua misura spaziale che separa terre e genti ma nello stesso tempo ne consente i rapporti, il mare da sempre è stato oggetto di percezione simbolica. Sono stati assunti a simboli di forza magica o sacra suoi
molteplici prodotti (il pesce, la conchiglia, il corallo). La lavorazione artistica di alcuni di essi ha fatto sorgere un artigianato specializzato del quale è indispensabile mostrare alcuni prodotti significativi. Le imbarcazioni stesse di cui l’uomo si è servito per fini pratici,
sono state investite di valore simbolico, attraverso la scultura di polene e la pittura di immagini sacre e magiche sulle fiancate.
È significativo che un
gran numero di festività religiose siano dedicate a
Madonne “marine” le cui immagini spesso si ritiene
essere misteriosamente arrivate dal mare. Non sorprende
pertanto che i loro interventi miracolosi contro
tempeste e corsari siano testimoniati da numerosi
ex-voto. Appare dunque ovvio che la rappresentazione di
tempeste e di scorci paesaggistici marini sia stata per
secoli una delle scelte più frequentate da pittori e
scrittori.
La sezione deve
documentare, per moduli autonomi, quanto detto
attraverso l’esposizione di prodotti in corallo e
madreperla, di polene e fiancate di barche, di immagini
di Madonne “marine”, unitamente alla testimonianza di
feste a esse dedicate: processione di barche e gare.
Esistendo lo spazio si potrebbero documentare anche
altre forme di spettacolo e di sports: dalle gare di
gondole alle regate storiche.
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